Cordoglio alla famiglia Tommasino

Il SAP di Bari esprime il proprio cordoglio alla famiglia Tommasino per il barbaro assassinio di Luigi, consigliere comunale di Catellammare di Stabia.

Luigi Tommasino è fratello di un nostro stimato amico e collega, al quale siamo vicini in questo momento di dolore e di rabbia.

Auspichiamo che gli assassini di Luigi Tommasino siano assicurati al più presto alla Giustizia, assieme ai loro mandanti.

4 Risposte a “Cordoglio alla famiglia Tommasino”

  1. domenico agostinacchio Dice:

    Esprimo sentimento di cordoglio alla famiglia Tommasino.

  2. RAF 19° Dice:

    “RITORNO AL FUTURO”
    Da qualche mese ormai, anche il SAP, come tutte le altre sigle sindacali sono affacciate al balcone a guardare quello che farà il Governo in merito all’argomento che volutamente viene evitato da tutti i sindacalisti.”Il Riordino delle Carriere”.
    Questa situazione preoccupante sta generando in tutti gli iscritti di ogni sigla, una patologia ancora non definita, ma che porta inevitabilmente, come per un male incurabile alla morte della tessera di appartenenza. Il silenzio risulta ormai tombale e noi tutti invece abbiamo bisogno di sentire una voce,una previsione seria, la posizione della segreteria del SAP rispetto agli ultimi PDL presentati dagli onorevoli BARBIERI-ALESSANDRI-PAGANO che remano, secondo me e secondo altri 9000 sovrintendenti vincitori di concorso che seguono l’unica voce ancora viva “Sovritalia”, nella giusta direzione che accontenta tutti i ruoli.
    Tempo addientro veniva chiuso il forum sul riordino ove tutti potevano esprimere pareri e giuste speranze riposte in chi, oltre a recepire una quota di adesione mensile, poteva far sentire le volontà e le proposte degli interessati a livello centrale…ma un bel giorno venne chiuso con la promessa di aprirne un altro per continuare la discussione….ma questo non è più accaduto.
    Rispetteremo il vostro silenzio e lasceremo che la patologia di cui sopra, con le conseguenze citate faccia il suo corso….faremo sentire la nostra voce in altre organizzazioni seppur non sindacali e che sicuramente hanno a cuore i nostri interessi e non attendono passivamente gli eventi.
    Saluti.

  3. John Dice:

    Raffaele, questo non è un forum ma un blog. Questo significa che quando i commenti diventano molto numerosi (eravamo a quota 269), non solo ci sono difficoltà nel visualizzare la pagina ma diventa complicato seguire la discussione perché il post di riferimento viene via via superato da quelli più recenti. Così scrissi: “Comunque questa discussione è diventata troppo lunga e sta rendendo difficoltosa l’apertura della pagina, sono costretto a bloccarla.
    In Home ne sto creando un’altra, continuate lì con i messaggi”.
    Cosa che feci immediatamente, qui:
    http://sapbari.wordpress.com/2009/03/
    dove ho precisato che siamo in attesa di ricevere la bozza proposta dalla Difesa per disciplinare il proprio settore.
    Quindi non ho chiuso nessuna discussione ma ho semplicemente invitato a proseguirla su una pagina più recente per consentire una migliore leggibilità.
    Bastava che leggessi con attenzione prima di esprimere il tuo giudizio, peraltro in una pagina che non ha nulla a che vedere con il riordino ma è un messaggio di cordoglio per l’assassinio del fratello di un collega.
    Ulteriori novità non ce ne sono e stiamo aspettando il congresso di martedì a Rimini per riferire sullo stato del progetto.

  4. antonelli Dice:

    Caro John ti mando un post già pubblicato sul sito dal Sap nazionale l’11.05.09. Tu sai che stiamo lavorando alla costituzione della Consulta sindacale provinciale, che dovremmo rilanciare, proptio perchè cooerente con quanto si propone l’organo nazionale. Nel post di seguito ci sono alcuni spunti che ritengo utili alla riflessione del tema. Un saluto a te Vito Giordano e a tutti i colleghi di Bari.

    Cari colleghi del Sap,
    sono il Segretario Provinciale Sapaf di Bari del Corpo Forestale dello Stato, ed ho partecipato al Convegno organizzato il 5.5.09 presso il Gran Hotel di Rimini, nonchè al Congresso per le elezioni della Segretria Nazionale Sapaf che si teneva in contemporanea alla elezione della Segreteria Nazionale Sap. Sono stati confermati i Segretari uscenti per il Sapaf Marco Moroni e per Sap Nicola Tanzi a cui vanno le mie personali congratulazioni con cui ho avuto il piacere di scambiare opinioni in qualche occasione. Ma la mie congratulazioni vanno per la relazione di cui ho apprezzato il contenuto e la prospettiva stategica, che evidenziava la necessità di unificare il comparto al fine di ottenere una razionalizzazione in termini di risorse umane e finanziarie, evitare sovrapposizione di compiti e indagini, migliorare
    efficenza ed efficacia del servizio. La relazione, conteneva riferimenti ai principali paesi europei che avevano già razionalizzato il sistema o che ne stavano dando corso. Al dibattito partecipava
    anche il Capo della Polizia Manganelli, Il Capo del Corpo Forestale Cesare Patrone, l’On.Antonio Di Pietro, l’On. Santamartini, la Sen. Contini, l’On. Palladini ed altri.
    La proposta non è stata accolta con entusiasmo, dal Capo della Polizia e dal Capo del CFS, dove sopratutto il primo, ha accolto la “provocazione”, così là definita, ammettendo la necessità di prevedere una razionalizzazione dei compiti amministrativi che ancora svolge l’Autorità di Pubblica Sicurezza, migliorare la collaborazione tra i Corpi di Polizia ma non vedrebbe utile un
    sodalizio del Comparto che già lavorebbe bene con l’attuale sistema.
    Questo intervento, di gran lunga il più seguito dalla competente platea dei quadri sindacali, merita a mio parere un replica e una riflessione. Spesso si parla di razionalizzare sistemi e porto ad
    esempio quella della rappresentatività sindacale, dove è stata introdotta una soglia di sbarramento, della rappresentatività politica dove si stanno introducendo analoghi paletti e alla lista si può
    aggiungere altro, per quale motivo una razionalizzazione del Comparto non dovrebbe portare benefici in Italia quando altre esperienze sono positive e dimostrano il contrario, questo non è chiaro. Tra l’altro altri paesi dove il Comparto è più concentrato di quello italiano non mi pare che
    siano meno efficienti anche perchè giova ricordare che questo processo di razionalizzazione è stato frenato in Europa solo dalla stop alla Costituzione da parte di alcuni paesi, per il momento, ma che
    rientra tra le funzioni fondamentali che uno Stato Europeo dovrà avere malgrado il rallentamento di un processo il cui sbocco è già segnato, a meno che
    non si voglia ritenere irrealizzabile il progetto della UE. Riguardo alla” provocazione” io ritengo che non sia tale, perchè il sindacato dimostra di avere una visione strategica di medio e lungo periodo, non
    si attarda su tesi coorporative, dimostra in questo caso, di saper rinunciare ai benefici derivanti dagli orticelli molto più responsabilmente di quello che il qualunquismo comune descrive.
    Razionalizzare il sistema significherebbe eliminare centri di potere e di comando, ma questo non giustifica l’interesse generale, anzi bisogna procedere dall’alto alla razionalizzazione che passa e che procede a grandi passi dal basso come dimostrano, le riforme del mercato del lavoro, della riforma degli ammortizzatori sociali, delle
    pensioni, della moderazione salariale, del welfare, non passa giorno che conquiste e rendite acquisite con lotte sindacali secolari siano messe in discussione, attaccate come stantie e di ostacolo alla “modernizzazione” nonchè descritte come costi aggiuntivi. Di recente la firma di CISL-UIL-UGL su l’allungamento dei contratti a tre anni a cui bisogna dare atto alla sola CGIL di aver opposto resistenza, con il probabile rimbalzo dell’inflazione causa l’attuale crisi economica, come richiamato da organismi internazionale che studiano questi
    fenomeni, vedi ILO o di esigni economisti, suggerirebbe al contrario un accorciamento degli stessi, altrimenti a pagare i costi della grave crisi in corso, saranno solo coloro che hanno sempre dato, i lavoratori dipendenti. Non riuscendo a controllare le altre variabili dell’economia il mondo del lavoro paga per tutti e paga anche per le burocrazie amministrative che fanno quadrato quando si mettono in discussione i loro orticelli. Ovvio che
    monti sfiducia, rabbia e delusione per il personale i cui salari sono quello che sono, le cui aspettative di carriera deluse, le cui pensioni con la riforma Dini dal 2014-15 vedrà i primi ad accedere al diritto
    con il sistema misto e a seguire contributivo con proiezioni e stime che danno trattamenti di quiescenza al 48% dell’ultimo salario. Ecco
    chi paga il conto ancora una volta i soliti noti. Ecco perchè non convince l’opposizione al progetto, anche per questi motivi bisogna andare avanti con convinzione e determinazione nel sostenerlo perchè il processo dell’UE e il Ministero dell’Interno Europeo sono processi rallentabili ma inevitabili. Sarà proprio il vincolo europeo ad abbattere muri e quello del comparto sicurezza unificato sarà uno dei primi, questo e anche il motivo perchè il sindacato rilanci la costituzione di un sindacato
    europeo della sicurezza, per salari pensioni e normativa europea comune, questa è l’unica via di prospettiva, bisogna receperare il ritardo perchè e bene dirlo con chiarezza, ci attendono anni difficili
    e se non ci attrezziamo saremo perdenti. Merito della Consulta aver messo questo obiettivo strategico in modo corretto, tradurlo in vittoria pratica è il compito del prossimo futuro che inizia già da oggi, dalla chiusura di questo Congresso e Convegno unitario storico e che sarà ricordato come una svolta fondamentale. Ero una voce
    isolata nel 1990 quando ponevo questa questione strategica negli incontri sindacali, ricordo che sguardi rilevatori mi guardavano come un marziano, quando solo pensare all’unione monetaria sembrava una follia, oggi se permettete rivendico la mia piccola rivincita che non ha
    una sua importanza in se, quanto in un concetto più generale della necessità fondamentale della classe dirigente di saper leggere la prospettiva che non è frutto di veggenza ma deve derivare
    dall’analisi dello sviluppo delle forze economiche e sociali. Saremo in grado di costruire una classe dirigente a questo livello della sfida?
    Vedremo.
    Segretario Provinciale Sapaf Bari
    Giuseppe Antonelli

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