
Più di qualcuno ricorderà il famoso brano dei Queen “I want it all”, una strofa del quale è:
I want it all, I want it all, I want it all, and I want it now…
(Voglio tutto, voglio tutto, e lo voglio adesso…).
Negli ultimi due mesi abbiamo tenuto una serie di assemblee in numerosi uffici della Polizia di Stato e quando si è parlato di riordino delle carriere, siamo stati letteralmente sommersi dalle lamentele di colleghi di ogni qualifica e grado.
A sentire gli agenti e assistenti, questo riordino è l’ennesimo che privilegia solo “chi ha i gradi” mentre a loro resta meno delle briciole.
I sovrintendenti sono sul piede di guerra: i vice-sov. dei primi corsi lamentano che non si parla di un passaggio immediato e automatico nel ruolo degli ispettori; i vice-sov. dei corsi più recenti lamentano che si parla solo del passaggio dei vice-sov. dei corsi precedenti. I sovrintendenti e sovrintendenti capo lamentano di non capire la ragione per cui un vice-sov. debba diventare ispettore mentre a loro questa possibilità non c’è mai stata.
Gli ispettori che avevano vinto il concorso per vice-sov. sottolineano che la loro posizione deve essere privilegiata rispetto a tutti gli altri. Gli ispettori capo lamentano che deve essergli data la possibilità di accedere al ruolo dei funzionari esattamente come sarà data agli attuali sostituti commissari e ispettori superiori.
Gli ispettori superiori lamentano che non ci sono posti a sufficienza nel ruolo dei commissari perchè essi possano transitarvi.
I sostituti commissari lamentano che si ritroveranno nuovamente imbottigliati sia pure in un nuovo ruolo dei funzionari “di serie B” e che non potranno accedere alla “serie A” come hanno fatto in altri corpi di polizia.
I funzionari lamentano che il salto verso l’alto uniformerà a un livello qualitativo peggiore tutti i ruoli apicali…
Tutti si lamentano, tutti vogliono tutto e lo vogliono immediatamente… vien da chiedersi: ma ci sarà pure qualcuno che ci guadagna, da questo benedetto riordino? Sembra quasi che con il riordino si provvederà a degradare tutti e a togliere soldi a tutti… eppure è esattamente il contrario !
Il riordino porterà carriere aperte e incrementi economici a tutti i livelli. Non è possibile che ci sia qualcuno che “ci rimetta”!
Ma le lamentele trasversali dimostrano due cose: la prima è l’enorme confusione che regna in proposito, la seconda è che la questione è estremamente ingarbugliata, ed è facile attaccare il SAP… che è stato l’unico sindacato che da anni a questa parte ha continuato ad occuparsene mentre tutti gli altri preferivano starsene comodamente alla finestra a fare il tiro al piccione.
Per tutti i diavoli: abbiamo lavorato sui parametri, abbiamo lavorato sul riordino, abbiamo lavorato contro le penalizzazioni del decreto Brunetta, abbiamo lavorato per la specificità, abbiamo lavorato per le pensioni, abbiamo lavorato per tutelare la categoria contro i processi ingiusti… il SAP è stato al centro di tutte le battaglie più importanti di questi anni, senza mai fermarsi, senza mai demordere, senza mai mollare.
Sarebbe stata cosa gradita un grazie, anche una mano di aiuto avrebbe fatto comodo, a dire il vero… e invece no, tutti pronti a mettere il bastone tra le ruote e a scagliare macigni, tutti allegramente indaffarati a cercare di distruggere e sminuire tutto ciò che il SAP andava costruendo.
Fortuna che almeno una gran parte, ci sostiene – e lo dimostra il numero di iscritti che continua a crescere – perchè persino quelli che hanno dubbi e perplessità, che minacciano “la disdetta”, alla fine si rendono conto del fatto che stiamo portando avanti una battaglia difficilissima e praticamente da soli, con un intero “cartello” di altri sindacati che pensa solo a picconarci.
Ma è il momento di capire che il SAP ha bisogno di sostegno, ha bisogno di aiuto, non di lamentele prive di concretezza. Stiamo lavorando a un riordino delle carriere condiviso dai vertici del Dipartimento così come dai maggiori sindacati di polizia, proprio affinchè nessuno possa continuare a tirarsi fuori dalle proprie responsabilità e proprio per cercare di dare ai colleghi tutto quello che è POSSIBILE dare.
Perchè il punto è questo. Se avessimo 3-4 miliardi da spendere, state pur tranquilli che faremmo un riordino nel giro di due ore e daremmo tutto a tutti. Ma 3-4 miliardi non ci sono, non ce n’è nemmeno uno a dire il vero, e quindi bisogna fare un riordino ragionato con le risorse disponibili e/o prevedibili, che accontenti tutti in maniera graduale e con tempi pianificati, tenendo conto che c’è chi sta per andare in pensione e c’è chi ha davanti a sè ancora 30 anni di servizio.
Non è più il tempo dei soliti discorsi (“Io oggi sarei diventato generale se….”; “io ho vinto un concorso”; “a me il concorso non hanno mai dato la possibilità di farlo”; “per un giorno non sono passato nella qualifica superiore”): non possiamo rimettere in gioco il passato, possiamo solo pianificare per il futuro, per una Polizia più moderna, più colta, più professionale, più meritocratica.
Il riordino darà a tutti qualcosa, in termini di retribuzione e di avanzamento, ma soprattutto darà a tutti la possibilità di arrivare a qualunque livello, a patto di metterci impegno e volontà.
Chiunque abbia idee valide, può proporle, scrivendo direttamente alla Segreteria Generale.
Ma deve trattarsi di idee veramente valide, non di un semplice “Io voglio”. Le proposte devono tener conto dei livelli organici e delle legittime aspirazioni di tutti. Devono prevedere non solo ciò che succederà adesso, ma anche domani e dopodomani.
Il riordino non è stato ancora scritto nè firmato: non è questo, quindi, il tempo delle critiche, bensì quello delle proposte costruttive.